Il club del sedici

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Il cellulare squillò mentre Antonia stava scendendo dall’autobus. Estrasse goffamente il telefono evitando per un pelo di cadere dalla pedana del mezzo.

“Pronto?” disse con voce squillante e tono interrogativo. Ancora non aveva preso l’abitudine di leggere sul display per sapere di chi si trattasse prima di rispondere.

“Nonna ciao, sono Martina.”.

“Amore di nonna, ciao. Che succede? Stai male?”.

“No tranquilla nonna. Tutto bene.”.

“Ascolta avrei bisogno di parlarti perché…”.

“Tu hai qualcosa. Che c’è?” la interruppe.

“No no. Tranquilla davvero. Avrei bisogno di vederti.”.

“Vieni quando vuoi. Ma sei sicura di stare bene?”.

“Ci vediamo oggi pomeriggio nonna. Grazie. Un bacio.” tagliò corto la ragazza sapendo che non l’avrebbe fatta alla nonna.

“Va bene, a oggi.” rispose meditabonda la nonna che poi prese ad osservare il display dello smartphone regalatole proprio da Martina e con il quale ancora doveva entrare in confidenza.

Antonia giunse a casa poco dopo aver parlato con la nipote, anzi, per esattezza la pronipote, era una giovanissima bisnonna di sessantaquattro anni che Martina per praticità e abitudine aveva sempre chiamato nonna. In lei Martina vide da subito un punto di riferimento, la riteneva la saggia di quella strana famiglia matriarcale.

Martina giunse a casa della bisnonna qualche ora dopo. Antonia era alla finestra che faceva capolino in preda all’ansia. Conosceva troppo bene il tono della ragazza e sapeva interpretare ogni minima inflessione della sua voce. Era più che sicura che qualcosa non andasse bene. Mentre cercava di pensare a cosa potesse essere successo, vide da lontano la pronipote. Si accorse che ad accompagnarla c’erano anche Sonia e Ines, rispettivamente la mamma  e la nonna di Martina, quindi le sue rispettive nipote e figlia.

Vedendole sopraggiungere a passo sostenuto tutte e tre insieme si sentì mancare.

“Qui è successo qualcosa di grosso,me lo sento. Mio dio!” disse sgranando gli occhi. Aprì in anticipo portone e porta di casa senza attendere il suono del citofono.

La ragazza e le due donne giunsero dopo qualche minuto al piano.

“Entrate!” disse Antonia impaziente.

Fu Ines a parlare per prima. Era quella più risoluta e dal carattere forte. Aveva quarantotto anni

“Mamma stai tranquilla, non cominciare. Non è successo niente.” disse smorzando l’ansia di Antonia con un palese gesto della mano.

“Nonna davvero, stai tranquilla!” disse sorridendo anche Sonia rivolgendosi ad Antonia con un sorriso. Sonia era sempre dolce e conciliante. Aveva solo trentadue anni ed era la mamma/sorella di Martina.

Mentre le tre donne avevano iniziato a parlare Martina affondò le mani nelle tasche del pesante felpone grigio che indossava più abbondante e si sedette sulla poltrona stringendosi nelle spalle.

Antonia rimase senza parole. Ines abbracciò Martina da dietro mentre Sonia le aveva preso dolcemente le mani tra le sue.

“Dai tesoro, dì a nonna perché siamo venute.” disse nonna Ines.

“Nonna Antonia” disse Martina facendo subito dopo una lunga pausa durante la quale prese un profondo respiro “ecco, vedi…io…sono incinta!” esclamò d’un fiato la ragazza.

“Oh Gesù! Bella di nonna tua!” disse Antonia cui vennero all’istante gli occhi lucidi colmi di lacrime. ” Fatti abbracciare forte! E non potevi dirmelo subito? E io che credevo stessi male! Ecco perchè ultimamente avevi sempre quelle felpe.”.

Sonia e Ines si lanciarono un’occhiata di intesa sorridendo.

“Nonna quindi tu non ce l’hai con me?”.

“Nonna, Martina credeva che tu avresti potuto arrabbiarti.” disse mamma Sonia.

“Arrabbiarmi? E perché dovrei? Fammi capire.” rispose Antonia mentre la stringeva sempre più forte.

“Tu mi rendi trisnonna, quando nacque tua nonna” disse accennando a Ines con gli occhi io avevo la tua età… e io dovrei arrabbiarmi? Ma io muoio di felicità!”.

“E quando sono nata io nonna Ines  aveva la tua età.” aggiunse Sonia.

“… e tu la mia quando sono nata io.” disse Martina accennando un sorriso mentre una lacrima le correva lungo la guancia sinistra.

“Ah mamma” disse Ines rivolgendosi ad Antonia ma cercando anche la figlia Sonia “…è femmina.”.

“Non ci posso credere, davvero?” rispose Antonia.

“Eh già, il club del sedici si allarga.” esclamò Sonia e tutte scoppiarono a ridere all’improvviso.

“Tesoro se quando…” fece una pausa accennando alla pancia della pronipote “hai già scelto il nome?”.

“Mi piacerebbe Emma ma a Pietro non piace. Boh, forse Alice.”.

“E vada per Emma, potere alle donne.” disse Antonia che poco dopo riprese il discorso che aveva interrotto:

“Dicevo, se quando EMMA” e pronunciò il nome lentamente per conferirgli maggior importanza ” avrà sedici anni resterà incinta e io sarò ancora viva…non fate scherzi però eh! Ditemele prima le cose. A ottant’anni potrebbe venirmi un infarto!”.

Le tre donne e la ragazza si strinsero in un abbraccio a quattro. Poco dopo Antonia appoggiò dolcemente una mano sul ventre di Martina e disse:

“Includiamo anche lei povera gioia.”.

Foto presa da http://www.dreamstime.com/

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