Apologia di Fantozzi

maurovestri

Inizio questo post premettendo che sul personaggio di Fantozzi creato dal mio conterraneo Paolo Villaggio potrei scrivere per ore e ore senza stancarmi e (auto)annoiarmi. Ho deciso di scrivere un articolo che, come si evince dal titolo, è una difesa del soggetto nella speranza di rendergli (se ancora ce ne fosse bisogno!) il merito che gli spetta.
Fantozzi meglio di qualunque altro personaggio letterario o cinematografico incarna il prototipo perfetto dell’italiano medio di fine anni ’60 fino ai giorni nostri, sebbene la sua potenza evocativa si fermi massimo a meta ’80 divenendo poi cliché e perdendo molta della sua energia iniziale, capace comunque di conservare alcune perle degne di nota e menzione anche in seguito.
Il ragioniere Ugo Fantozzi è un inetto e inabile in qualsivoglia campo o attività impiegato, per la precisione il matricola 7829/bis, che lavora o meglio viene sfruttato dai potenti, nella Megaditta Italpetrolcemetermotessilfarmometalchimica.
In Fantozzi tutto è volutamente esagerato e grottesco, con il fine sottile e intelligente di stimolare le coscienze suscitando la comicità che, si badi bene, è intelligente e non demenziale come negli anni il mercato cinematografico ha voluto farci credere. Pensate ad alcuni degli elementi più noti di Fantozzi: l’azienda è La Megaditta il cui nome è un’accozzaglia di parole senza senso; quelli che oggi chiameremo manager sono Megadirettori, Megapresidenti, Direttor dei Direttori e via dicendo con nomi e appellativi semplicemente geniali tipo Gr. Ladr. Farabut. Di Gr. Croc. Mascalz. Assas. Figl. Di Gr. Putt. Marchese Conte Piermatteo Barambani Megalom.
Villaggio fu innanzitutto prima che un bravissimo autore e attore, un attento e acuto osservatore della società. Fu solo dopo attente analisi degli strati sociali che compongono le aziende italiane tra i ’50 e i ’60 derivategli dalla sua esperienza nell’Italsider di Genova che inizio a mettere mano al personaggio. Seppe cogliere tutti gli spunti che infatti ritroviamo in Fantozzi e nei suoi squallidi colleghi: l’arrivismo, il leccaculismo, l’assenteismo, l’adulazione dei capi sfruttatori; tutti elementi che mischiati con la tragicomica e surreale ironia di Villaggio danno vita al personaggio di Fantozzi. Lo stesso nome “Fantozzi” è preso in prestito da un reale ed esistente collega di Villaggio dell’Italsider: un tipo ossessionato dall’organizzazione e dal pianificare tutto con grande anticipo e immensa goffaggine…il ragionier Filini! In molti forse non sapranno che una delle principali e prime fonti di ispirazioni di Villaggio per la creazione del suo personaggio giunse dai cartoni animati. Il genio comico di Villaggio capì che il linguaggio del corpo esasperato (il cosiddetto genere slapstick) unito a gag e battute caustiche sarebbe risultato vincente: ecco spiegata quindi l’origine di alcune delle sue gag visive e gestuali celeberrime e più conosciute:

  • Lingua felpata

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  • Occhi pallati e sforzi esagerati

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  • Capelli piallati dal gelo

 

fantozzi-congelato

L’essere vincente del ragionier Fantozzi è paradossalmente il suo essere perdente, sempre e comunque su cui la cattiva sorte sembra accanirsi, celebre esempio sono le nuvole da impiegato tremende e maligne.
Pensateci bene un attimo, vi sareste mai appassionati a un Fantozzi vincente o fortunato? Provate a pensare alla rivalità tra i cugini Paperino e Paperoga: per chi simpatizzate? Ovviamente per il povero e sfortunato Paperino. Villaggio seppe creare questa dicotomia per conferire valore al suo personaggio inserendo il borioso e involontariamente comico nel suo essere meschino geometra Calboni.
La forza ultima ma importantissima di Fantozzi arriva dalla sua piena consapevolezza di essere perdente, come afferma egli stesso alla moglie Pina, di essere “il più grande perditore di tutti i tempi.”.
Il messaggio dei primi due libri e film fantozziani è fortissimo. Le critiche alla società perbenista del periodo arrivano pesanti come macigni sebbene distorte dalle lenti dell’ironia da caricatura di Villaggio. I potenti, sfruttatori e senza scrupoli che non possono essere contrastati con altre armi se non quelle del servilismo e del proselitismo senza senso. Si pensi al grande personaggio del compagno Folagra che tenta di traviare il povero Ugo spingendolo alla ribellione.

 

folagra
La cosiddetta pecora rossa, il ragionier Folagra
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Fantozzi rivoltoso, dopo le frequentazioni con Folagra

I capi aguzzini possono soltanto essere immaginati, neppure visti o toccati: i Megadirettori o Megapresidenti Arcangelo che si trovano in uffici arredati con poltrone in pelle umana e acquario in cui nuotano felici gli impiegati.
Come detto in principio, siccome potrei scrivere senza fine di Fantozzi mi autocensuro e vi saluto con uno dei miei sketch preferiti:

A presto, Saluti

8 pensieri su “Apologia di Fantozzi

  1. Ho sempre amato Fantozzi e la verve di Villaggio. Credo che tu ne abbia fatta un’analisi molto affettuosa e accurata, non trascurando l’aspetto chiave del personaggio ovvero quella che era e sarebbe stata sempre più cruda lotta per la sopravvivenza in un mondo, quello italiano, che del sopruso aveva e avrebbe fatto una logica ineluttabile cui i “disgraziati” non potevano far altro che soggiacere.
    Complimenti. Ciao, Piero

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    1. Grazie mille Piero per il bel commento. Sul fatto “analisi affettuosa” hai indovinato… sono cresciuto con Fantozzi, prima ancora che con i film leggendo i libri, conservo ancora il ricordo di me quattordicenne che leggo al buio sotto le coperte con la torcia e trattengo a stento le risate per non svegliare nessuno. Sul discorso “disgraziati” il mio blog, in omaggio a Faber si chiama in direzione ostinata e contraria per cui non posso che stare con i perdenti.
      Direi che hai capito al volo il senso del mio blog.
      Buona Serata
      Andrea

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  2. Grande Villaggio, con i suoi primi film riesce ancora ad essere così attuale. Nel nostro vocabolario familiare sono entrate frasi quali: mutandone ascellari, boiata pazzesca e la famosa nuvola di Fantozzi!! Far ridere non è da tutti, ci vuole intelligenza ed uno sguardo lucido sulla realtà..
    Buon weekend 🙂

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    1. Concordo, è molto più semplice far piangere scadendo banalmente nel pietismo da quattro soldi. Far ridere senza scendere nel trash volgare non è da tutti e il primo Villaggio ne è il più fulgido esempio.

      Piace a 1 persona

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