Il naso storto di Michelangelo

Durante l’arco temporale 1488-1490 Michelangelo frequentò il giardino di San Marco di Lorenzo il Magnifico, il luogo ove nacque e si sviluppò una delle più note e importanti Accademie neoplatoniche. Il giovane Michelangelo, all’epoca quasi quattordicenne, entrò al giardino su invito diretto ed in persona dello stesso Lorenzo De Medici, colpito positivamente dal talento del Buonarroti che, nonostante la tenera età, non mancava di mettersi in mostra. Il temperamento caparbio e l’esuberante ambizione del giovane entrarono presto in contatto con quella di un altro giovane e promettente scultore, Pietro Torrigiano, di tre anni più grande.
Suo malgrado, Pietro Torrigiano divenne famoso ai posteri più per un aneddoto riguardante Michelangelo che per quello della sua arte, che comunque venne apprezzata soprattutto in terra spagnola dove si trasferì e dove morì.
Accadde un pomeriggio che Pietro, accecato dalla rabbia e provocato da Michelangelo, il quale non si tratteneva mai dal prenderlo pubblicamente in giro, gli assestò un forte e preciso pugno in faccia causandogli la rottura del setto nasale. I segni della frattura Michelangelo se li portò dietro per tutta la vita. Celebri sono i ritratti e autoritratti del Buonarroti che mostrano chiaramente i segni di tale episodio.

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Ritratto di Michelangelo di Daniele da Volterra

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Autoritratto di Michelangelo nelle sembianze dell'anima senza scheletro, solo pelle, particolare del Giudizio Universale

Sebbene l’episodio sia riportato con precisione e si trovi corrispondenza tra diverse fonti, in primis Benvenuto Cellini e Giorgio Vasari, altro non si può dire per il luogo dell’episodio. Cellini indica la Cappella Brancacci come teatro della scazzottata, sorta mentre gli artisti erano intenti a ricopiare gli affreschi di Masaccio; secondo Vasari, invece, la zuffa avvenne proprio nel giardino di San Marco, a causa di un’esplosione di rabbia e invidia da parte di Torrigiano nei confronti del Buonarroti in seguito alla crescente stima nutrita dai Medici nei confronti del rivale.

Nessuno può stabilire con precisione come si svolsero veramente i fatti. Di certo sappiamo che tra Michelangelo Buonarroti e Pietro Torrigiano ci fu una rissa e che Michelangelo ne portò addosso i segni per tutta la vita.

Ecco la descrizione che Cellini fa del racconto, ascoltato dalla viva voce del Torrigiano:

“mi venne assai più stizza che ‘l solito e, stretto la mana, cli detti sì grande il pugno in sul naso, che io mi sentì  fiaccare sotto il pugno quell’osso e tenerume del naso come se fusse stato un cialdone: e così segniato da me resterà insin che vive”.

Torrigiano venne esiliato e cercò fortuna altrove rifugiandosi in Spagna mentre Michelangelo vedrà spalancarsi le porte del successo divenendo protagonista indiscusso e artista fondamentale del Rinascimento.
Tuttavia le cicatrici di quell’episodio, oltre che sul viso, continuerà a portarle anche nell’anima. Scriverà infatti anni dopo un verso, riferendosi all’evento accaduto con Torrigiano:

“La faccia mia ha torma di spavento”.

2 pensieri su “Il naso storto di Michelangelo

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