Giorgione – La Tempesta

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Visione di insieme del dipinto

 

Autore: Giorgione
Datazione: incerta, si ritiene tra il 1500 e il 1510
Tecnica:
olio su tela
Dimensioni:
cm 82 x 73
Autografo:
Non firmato ma attribuzione certa
Conservazione:
Venezia, Galleria dell’Accademia

L’opera ritrae un paesaggio mentre nei cieli va intensificandosi una fitta coltre di nubi. Il giallo della saetta che spicca luminoso fa presagire l’imminente tempesta, che di fatto è il nome  con cui è oggi conosciuto il dipinto, nonostante il significato allegorico dell’opera sia ancora in parte ignoto. Molte sono le teorie che sono state fatte e disfatte nel corso dei secoli ma l’opera è ad oggi una delle più discusse e misteriose della storia dell’arte italiana.
Ai lati del dipinto sono presenti due figure, un uomo appoggiato ad un bastone e una donna quasi integralmente nuda che allatta un bambino, collocate rispettivamente a sinistra e destra dell’osservatore. La parte dell’opera che più cattura l’attenzione di chi guarda è costituita dal paesaggio, dipinto con accordi cromatici innovativi rispetto ai precedenti lavori di Giorgione. Il pittore abbandona in questa tela lo stile precedente tipico dei suoi lavori in cui il dettaglio era descritto con la massima cura, riprendendo invece un gioco di sfumato e passaggio tonale attenuato e morbido con fortissimi richiami a Leonardo e alla sua celebre prospettiva aerea, in cui l’aria viene interpretata come un elemento non completamente trasparente, capace di dissolvere progressivamente i contorni delle figure man mano che ci si allontana da esse.

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Dettaglio degli alberi in cui si nota l’utilizzo della prospettiva aerea.

 Quello che normalmente fino al ‘500 si poneva come sfondo nei dipinti in questo caso diventa il vero protagonista, anticipando di circa due secoli la corrente definita del Vedutismo che ebbe sempre nei pittori veneti i suoi maggiori esponenti, primo fra tutti il Canaletto.
Il grosso punto interrogativo del dipinto, quindi, è rappresentato dalle figure umane senza le quali diverrebbe puro esercizio paesaggistico, più o meno reale (anche su questo argomento i critici e gli storici dell’arte non sono concordi: c’è chi vede rappresentata Padova, chi Treviso, chi Verona e chi addirittura una città immaginaria, altri vedono una rappresentazione allegorica del dopo diluvio universale).

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Alcuni vedono in questo scorcio di Padova il possibile luogo rappresentato nel dipinto.

Le teorie interpretative sull’allegoria del dipinto ritenute ad oggi più credibili sono le seguenti:

  • L’uomo, probabilmente un soldato, rappresenta la forza e la donna con il bambino la carità, valori che devono convivere con la forza della natura, rappresentata dal fulmine e contro la quale l’uomo è totalmente impotente.
  • Alcuni vedono il dipinto come una visione dei quattro elementi: aria, acqua, terra e fuoco conferendogli una connotazione alchemica ed esoterica.
  • Le figure umane sarebbero l’allegoria di Adamo ed Eva e il fulmine rappresenterebbe la spada dell’angelo. Il dipinto viene quindi letto come una Cacciata dall’Eden.
  • Alcuni credono che la tela sia stata dipinta come soggetto libero da committenti e commissioni, quindi anticipando di molti secoli la pittura come concezione moderna, in parte slegata dal mecenatismo che diverrà pratica diffusa dagli Impressionisti in poi.
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Particolare del lampo, si noti l’uccello, probabilmente un airone sul tetto della casa in alto a destra.
Particolare del lampo, si noti l'uccello, probabilmente un airone sul tetto della casa in alto a destra.
Particolare del lampo, si noti l’uccello, probabilmente un airone sul tetto della casa in alto a destra.

Rimane una corrente che vorrebbe vedere la tela come rappresentazione di una dicotomia uomo/donna, città costruita dall’uomo/paesaggio naturale ma la credibilità di questa teoria è stata inficiata da un’esame radiografico della tela (pratica molto diffusa nell’ambito delle analisi conservative delle opere d’arte, soprattutto pittoriche) che ha aggiunto ulteriori dubbi portando alla luce un risultato piuttosto curioso e cioè questo:

Radiografia del dipinto
Radiografia del dipinto

 

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Particolare del soldato in basso a sinistra, dipinto a copertura del secondo nudo femminile

Come avete potuto constatare, in radiografia l’ipotetico soldato lascia spazio ad un’altra donna, questa volta sola e integralmente nuda che guarda verso l’osservatore.
Questo significa che la figura del soldato è stata dipinta dopo per coprire la figura della donna ma perché?

Un ripensamento? Sono frequenti nella storia dell’arte casi di cambi di pensiero in corso d’opera, la critica d’arte li ha ribattezzati pentimenti.
E’intervenuta una qualche forma di censura? In tal caso, perché allora ha censurato solo una delle due donne?
Il soggetto è stato cambiato in corso d’opera e il pittore ha dovuto rimediare avendo già quasi terminato il dipinto? (anche i committenti indecisi che cambiano idea durante i lavori è argomento ricorrente).

Nessuno può dirlo, resta il fatto che  essendoci solo due donne e un bambino rappresentate, perde di significato la teoria della dicotomia uomo/donna e a mio avviso anche quella di Adamo ed Eva (ma questa è una mia opinione personale!).
I dubbi su questo dipinto sono molti e molto grandi, rimane il fatto che “La tempesta” si pone come un vero caposaldo della pittura veneta rinascimentale e in assoluto uno dei più noti capolavori dell’arte mondiale di sempre.

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