Piero della Francesca – Flagellazione di Cristo

Visione di insieme del dipinto
Visione di insieme del dipinto

Autore: Piero Della Francesca
Datazione: incerta, si ritiene tra il 1463 e il 1464
Tecnica: tempera su tavola
Dimensioni: cm 58,4 x 81,5
Autografo: Si, firma leggibile in basso a sinistra sulla cornice del trono del personaggio seduto. Firmato come: OPVS PETRI DE BVRGO S[AN]C[T]I SEPVLCRI
Conservazione: Urbino, Galleria Nazionale delle Marche

Sebbene di datazione incerta, la Flagellazione di Cristo si pone come un caposaldo del Rinascimento italiano e della corrente filosofica dell’Umanesimo, di cui il suo autore, Piero della Francesca, fu esponente di punta.
Nato a Borgo Sansepolcro, nei pressi di Arezzo, fu tra i primi studiosi ma soprattutto teorici della prospettiva matematico geometrica applicata alla pittura. A riguardo scrisse anche diversi trattati, il più celebre fu il De prospectiva pingendi che unitamente alla sua vasta produzione pittorica, influenzerà l’arte nei secoli a venire.
Prima ancora che pittore Piero fu matematico, tratto che emerge prepotentemente da tutte le sue opere.
Nell’opera in questione, già la scelta del soggetto fu senza dubbio originale e controcorrente: prima, il tema della flagellazione di Cristo faceva sempre parte di cicli pittorici più grandi e importanti rappresentanti scene dei Vangeli e della vita di Gesù; al tema veniva sempre dedicata una piccola predella o qualche riquadro minore. Piero invece lo pone al centro come soggetto a sé stante, obbligando quindi lo spettatore a porvi attenzione e riflettere su ciò che vede.
Sulla tavola, danneggiata da tre spaccature orizzontali  e da varie cadute di colore, è rappresentato il momento in cui Gesù Cristo alla colonna viene frustato dai suoi aguzzini, sotto lo sguardo vigile ed impassibile di Pilato.
L’impianto prospettico del dipinto è estremamente dettagliato e all’avanguardia. La scena è divisa idealmente
in due parti, identificate dalla verticale della colonna subito dietro il personaggio in primo piano con la barba. Ciò che si svolge alla sinistra dello spettatore avviene sotto il porticato, mentre quello che avviene alla destra si svolge alla luce del sole.

Schema dell'impianto prospettico del dipinto
Schema dell’impianto prospettico del dipinto
Linee guida della geometria che governa l'assetto prospettico del dipinto e determinazione del punto di fuga
Linee guida della geometria che governa l’assetto prospettico del dipinto e determinazione del punto di fuga

Nel dipinto è perfettamente individuabile la sezione aurea di memoria classica che Piero della Francesca non mancò, da buon matematico, di studiare a fondo.

La sezione aurea del dipinto
La sezione aurea del dipinto

Il punto di fuga è evidenziato dal cerchio nero del pavimento, al cui interno sono dipinti i personaggi di Cristo e degli aguzzini, che con la sua rappresentazione ellittica a causa dello schiacciamento prospettico, conferisce profondità e tridimensionalità alla scena. Inoltre le campate del porticato e in particolare i cassettoni del soffitto trasmettono la spazialità dentro alla quale sono calati i personaggi.

Ricostruzione tridimensionale della scena del dipinto
Ricostruzione tridimensionale della scena del dipinto

A testimonianza dell’elevata padronanza prospettica raggiunta dal pittore, è da notare la colonna alla quale è legato il corpo latiginoso di Gesù: Piero impedisce che l’occhio di chi osserva venga tratto in inganno e veda la colonna come facente parte dello sfondo, inserendo sulla sommità della colonna stessa una statua dorata in maniera da richiamare la profondità e la tridimensionalità dello spazio.

Particolare della statua in bronzo dorato. La sua funzione è prevalentemente prospettica, tuttavia ha anche una funzione simbolica: rappresenterebbe Apollo Helios, dio del Sole. Una statua analoga era collocata nel foro di Costantinopoli
Particolare della statua in bronzo dorato. La sua funzione è prevalentemente prospettica, tuttavia ha anche una funzione simbolica: rappresenterebbe Apollo Helios, dio del Sole. Una statua analoga era collocata nel foro di Costantinopoli

Ad una prima occhiata emerge subito come elemento caratteristico della scena la quasi totale assenza di emotività e compartecipazione che trasmettono i personaggi. Gesù stesso, nel momento del martirio sembra aspettare le vergate con una immobile rassegnazione, idem per i due aguzzini che frustano ma sono assenti. Il personaggio di Pilato osserva la scena ma potrebbe benissimo osservare un punto oltre a ciò che ha davanti. Sul volto di Pilato poi si è discusso a lungo e la tesi più accreditata sostiene che si tratti del ritratto dell’imperatore bizantino Giovanni VIII Paleologo, tesi confermata anche da una moneta dello scultore e incisore Pisanello che ritrae appunto l’imperatore e molto simile al dipinto.

Moneta di Pisanello con il ritratto dell'imperatore bizantino Giovanni VIII Paleologo, le similitudini con il dipinto di Piero della Francesca sono evidenti
Moneta di Pisanello con il ritratto dell’imperatore bizantino Giovanni VIII Paleologo, le similitudini con il dipinto di Piero della Francesca sono evidenti

Il trio di destra risulta immobile anch’esso e pare immortalato in uno scatto fotografico. Il personaggio barbuto alla sinistra di chi guarda ha la mano sinistra sollevata e la bocca aperta, sembra dipinto nell’atto di prendere parola mentre gli altri due ascoltano. Veste un cappello di manifattura bizantina e indossa una mantello bruno alla maniera romana. Il personaggio al centro è un giovane biondo che sembra del tutto assente e ignaro alla discussione mentre quello di destra veste un prezioso abito di broccato blu-oro. La posa dei piedi del giovane al centro del trio di destra ricalca perfettamente quelli di Gesù alla colonna in un virtuosismo prospettico davvero geniale.

Particolare del trio di destra
Particolare del trio di destra

Particolare degno di menzione è la rappresentazione delle architetture, che si pongono come vere protagoniste del dipinto e delle quali è stato possibile ricostruirne perfettamente la prospettiva:

Ricostruzione planimetrica della scena. Si noti il cerchio nero e la posizione dei piedi dei personaggi al suo interno
Ricostruzione planimetrica della scena. Si noti il cerchio nero e la posizione dei piedi dei personaggi al suo interno

Punto di infinite discussioni è quello del significato nascosto che Piero della Francesca pare abbia inserito nel dipinto. La tesi ad oggi più convincente è la seguente: Pilato nei panni di Giovanni VIII Paleologo assiste inerme alla flagellazione di Cristo, allo stesso modo in cui i cristiani hanno assistito inermi alla flagellazione (bellica e distruttiva) della cristianità e di Costantinopoli, operata per mano dei turchi ottomani. Altro elemento che conferma il nesso con Costantinopoli è la già citata statua bronzea simile a quella del foro di Costantinopoli, mentre il turbante bianco del flagellatore di spalle sarebbe un esplicito riferimento ai turchi, che appunto stanno flagellando i cristiani e Costantinopoli.

 

10 pensieri su “Piero della Francesca – Flagellazione di Cristo

    1. Grazie moltissimo per la nomina, molto gradita! Grazie per i complimenti all’articolo, graditi anche quelli!!
      … effettivamente siamo quasi colleghi!! Appena possibile rispondo sicuramente, voglio “lavorare” con calma la risposta è ultimamente sto avendo, purtroppo, pochissimo tempo da dedicare al blog.
      Grazie ancora,
      Andrea

      Piace a 1 persona

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