Un amico importante

image

“Ciao Mamma”, Dario rispose quando ancora non era terminato completamente il primo squillo. “Dimmi tutto.”.

“Ciao Dario, ti chiamo per avvisarti che sono ancora qui dal nonno, il lavoro sarà più lungo del previsto, non aspettatemi mangiate pure.”.

“Va bene.” E dopo una breve pausa durante la quale accese una sigaretta e tirò una profonda boccata, aggiunse: “Ma sei sicura che va tutto bene? Hai una voce.”.

“Certo, che voce ho?” rispose la madre.

“Strana.” Aggiunse laconico il figlio.

“No, tranquillo, è che il nonno mi sta facendo disperare. Lo conosci, sai come è fatto. Mi ha chiesto di aiutarlo a buttare tutte le cose vecchie e inutili dall’armadio grande della camera, ma poi al momento di buttare le cose vuole conservare tutto. E’ in grado di ricondurre qualsiasi oggetto alla nonna, anche il più insensato. Sono esaurita!” e sbuffò vigorosamente.

“Immagino.” Disse Dario e inconsciamente aveva preso a fare dei cerchi con il fumo. “Posso solo immaginare quanta roba abbia conservato in tutti questi anni.”.

“C’è la camera invasa di sacchetti, scatole di scarpe, biglietti, lettere, foto, ciondoli, ricordini, souvenirs, bambole, vestiti e quant’altro.”.

“Ascolta mamma, ho già avvisato papà che oggi non sarei tornato a casa per pranzo perché devo terminare una relazione per il professore entro domani mattina. Magari nel pomeriggio passo a prenderti, così ne approfitto per salutare il nonno.”.

“D’accordo tesoro, a più tardi.”.

“Ciao mamma.”.

“Ciao Dario.”.

Dario giunse a casa del nonno materno che erano le cinque passate. Non appena il nonno lo vide sorrise e i suoi occhi si rimpicciolirono diventando immediatamente lucidi. Dario era il suo nipote preferito e, anche se non voleva che la sua preferenza trapelasse, finiva sempre per tradirsi.

La mamma di Dario era impegnata a sistemare oggetti e vestiti dentro grossi sacchi celesti per l’immondizia. La stanza era ancora in disordine, nonostante la situazione fosse migliorata dalla telefonata mattutina.

“Allora Dario, come va il lavoro?” chiese impaziente il nonno.

“Bene nonno, sono oberato di cose da fare. Il professore mi assegna sempre nuove ricerche e relazioni da portare avanti.”.

“…per quei quattro spiccioli che ti danno. Questo è schiavismo.” irruppe da lontano la mamma. “Per non parlare del contratto. Tempo determinato e precario a vita. Ti sfruttano e basta.”.

“Mamma i ricercatori sono tutti precari. E tu nonno, come stai? E’ da tanto che non vengo a trovarti.”.

“Io sto bene. Tua madre vuole buttare tutti i ricordi miei e della nonna.”. disse con tono infastidito il nonno.

“Papà non iniziare” sospirò per l’ennesima volta la mamma di Dario. “ Tu mi hai detto di voler liberare l’armadio. Devi metterti in testa che non puoi conservare tutto. Tieni le fotografie e le cose più importanti e butta il resto.” mentre  parlava faceva segno al figlio col dito sulla tempia per indicare che il nonno fosse impazzito.

“Nonno vieni, aiutami a riordinare queste fotografie, sono tutte mischiate. Vieni, così cerchiamo quelle tue con la nonna.” disse Dario prendendo una vecchia scatola di scarpe ingiallita, piena oltremodo di fotografie.

“Bravo Dario. Sei proprio un bravo ragazzo. Elena, io e Dario andiamo in cucina”.

“Andate pure, andate pure.” e quando nonno e nipote erano lontani aggiunse: “Andate, almeno è la volta che finisco!” poi si sedette un istante sul letto e si portò le mani ai capelli.

Nel frattempo Dario e il nonno avevano iniziato a suddividere le fotografie per tipologia e cronologia. Ne saltavano fuori delle più strane e impensabili. C’erano fotografie del matrimonio dei nonni, del militare del nonno, della nonna da ragazza, altre di Dario e la sorella da piccoli con i genitori, altre ancora di parenti alla lontana che neppure il nonno riconosceva più.

“Pensa nonno, se non esistesse la fotografia non potresti tenere vivi per così tanto tempo tutti questi ricordi. Sarà…ma le foto in bianco e nero erano le più belle.”.

“Da giovane avevo una vecchia macchina…chissà dov’è finita. Ho paura che tua mamma me l’abbia buttata. Faceva delle fotografie bellissime. L’ho usata per tanti anni.”, e mentre diceva queste parole sorrideva al piacevole ricordo dei bei momenti catturati dalle fotografie che a distanza di circa sessanta anni  si apprestava a riguardare.

Dario e il nonno rovistavano tra le fotografie da diverso tempo, quando Dario estrasse da sotto il cumulo di foto accatastate una piccola cornice con un vetro venato. Era una piccola fotografia formato 10×15 molto logora e segnata. Il nonno stava continuando il suo flusso di ricordi e spiegava al nipote le sensazioni che rievocavano in lui quelle vecchie fotografie, ma Dario da qualche minuto aveva smesso di ascoltarlo. La sua attenzione era stata completamente catturata da quella strana foto incorniciata che era riemersa dal fondo della scatola.

“Scusa nonno, questa foto dove l’hai fatta? Ti ricordi?”.

La fotografia ritraeva il nonno da giovane in uniforme accanto ad un uomo che lo abbraccia con il braccio sinistro. Entrambi guardano in macchina, dritti verso l’obiettivo e sorridono. L’uomo accanto al nonno mostra con fierezza al fotografo un grosso pesce, probabilmente un tonno, che tiene per la coda con la mano destra. Anche l’uomo è in uniforme, ha i baffi, porta gli occhiali e un piccolo basco. Sullo sfondo si intravede un molo e qualche barca sfuocata.

“Fammi vedere. Dunque, questa…”il nonno fece una pausa.

“E’ impossibile.” disse nel frattempo Dario sottovoce.

“Se non sbaglio questa è stata scattata … hmm … dovrebbe risalire alla Spagna. Sì, ne sono più che sicuro, vedi Dario, avevo anche l’uniforme. Questa fotografia è stata scattata quando ero in Spagna ad aiutare i partigiani che si opposero a Franco.” gli occhi del nonno erano vivi di una nuova luce, sembrava aver riacquistato giovinezza e vigore. Intanto Dario era incredulo, pensava di aver visto un fantasma. La sua espressione era un misto di sbigottimento e incredulità.

“Nonno ti ricordi per caso anche chi è l’uomo accanto a te? Mi sembra…ma no, non può essere…cioè potrebbe, ma se fosse…significherebbe che tu…” Dario farneticava.

“Eh, caro nipote. Era un partigiano come tanti. Era un mio amico durante quel periodo, poi le nostre strade si separarono. Oggi è tutto più facile e mantenersi in contatto è la cosa più normale. Voi giovani avete i computer, i cellulari. Lo conobbi in Spagna. Era…”

“Era…dico, quell’uomo non era né italiano né spagnolo…vero?” Dario era visibilmente agitato.

“Perbacco!” esclamò il nonno “era americano. Me lo ricordo bene. Eravamo amici…anche se nessuno dei due capiva una parola di quello che diceva l’altro! Certo che a volte è strano!” il nonno sorrideva.

“Andavamo sempre a pescare, bevevamo sempre insieme, giocavamo anche a scacchi sai! Ricordo che faceva il giornalista. Ah, tutte queste cose che ti racconto di lui adesso me le raccontava un giovane spagnolo che parlava l’inglese.”.

“Oddio, nonno…ma tu…”

Dario non credeva alle parole del nonno. Intanto tirò fuori la vecchia fotografia ingiallita da sotto il vetro venato della cornice. La osservò con attenzione per circa due minuti e faceva segno con la testa di avere ragione. Poi la girò e lesse sul retro una dedica scritta a matita ormai sbiadita ma ancora ben leggibile:

“Valencia ’36, a Mario con affetto” e poi veniva la firma dell’uomo, firma che Dario lesse urlando.

“Nonno, ma tu eri amico di Hemingway!”.

“Eh…” il nonno rimase muto.

Nel frattempo la mamma era spuntata a vedere che andasse tutto bene.

“Eh sì, c’è scritto qui. Mamma, senti questa. A Mario con affetto Hernest Hemingway. E’ anche datata Valencia ’36. Gli elementi tornano tutti: la guerra di Spagna, faceva il giornalista, schierato con i partigiani, amava bere e la pesca…e poi, basta guardarlo. Nonno questa foto vale milioni!”.

“Scusate, mi spiegate?” disse il nonno, ora visibilmente confuso.

“Nonno tu eri amico di Hernest Hemingway, uno dei più grandi scrittori esistiti al mondo. Premio Nobel e Pulitzer. Ma ti rendi conto!” diceva Dario sempre più visibilmente agitato.

“Ah…beh…io…non lo sapevo. Per me era un amico e basta, sapevo che era giornalista ma non sapevo fosse così famoso. Ho fatto le scuole basse io!” disse risentito il nonno. “Chissà che farà adesso.” aggiunse.

“Papà Hamingway è  mor..” la mamma venne interrotta da un cenno di Dario.

“Chi lo sa nonno! Se fosse stato ai nostri tempi magari con tutta questa tecnologia sareste ancora in contatto, che dici?” disse Dario sull’orlo della commozione per la scoperta fatta e per l’immensa tenerezza che gli ispirò suo nonno.

“Se non altro ti resta questa fotografia. Conservala mi raccomando. Anzi adesso la rimettiamo nella cornice.”.

“Bravo Dario. Dì a tua madre che non mi butti anche questa. Vuole sempre buttare tutto lei!” gracchiò tossendo il nonno mentre fissava un’altra foto alla ricerca di nuovi ricordi.

immagine presa da: http://libreriacasasullalbero.it/

P.S.: La storia appena raccontata nasce da un aneddoto raccontatomi anni fa da un collega (noto per essere grande pallonaro!!) il quale appunto mi raccontò di essere stato a casa di un amico e di aver visto una foto del nonno del suddetto amico con Hemingway. Io ho romanzato il tutto partendo da questo spunto, non so se sia vero o no ma la storia mi ha colpito al punto da volerci costruire su un racconto, premesso che adoro Hemingway in ogni sua forma.

Come sempre grazie del tempo che vorrete dedicarmi e se vi va lasciatemi una vostra opinione, sempre gradita!!

10 pensieri su “Un amico importante

    1. Grazie mille! Purtroppo non riesco a scrivere molto sul blog ma spero di poter ricominciare presto.ip consenso dei lettori è comunque sempre importantissimo per chi scrive quindi grazie mille!
      Buona giornata

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...